Il maestro dell’horror giapponese
Junji Ito si appresta a conquistare nuovamente il grande schermo, questa volta attraverso un’ambiziosa operazione cinematografica su scala globale.
La storica major giapponese
Toei, lo studio cinematografico thailandese
M Studio e la nota compagnia di produzione sudcoreana
Showbox hanno infatti annunciato ufficialmente una
co‑produzione internazionale per realizzare un
film live‑action basato sul celebre manga autoconclusivo
The Long Hair in the Attic (
Yaneura no Nagai Kami).
Dietro la macchina da presa siederà l’acclamato regista thailandese
Sitisiri Mongkolsiri, già celebre a livello globale per la regia del thriller psicologico
Hunger (successo planetario su Netflix) e dell’horror
Inhuman Kiss. I piani dello staff prevedono di chiudere la
fase di sviluppo della pellicola entro la
fine del 2026, per poi aprire ufficialmente i
casting e battere il
primo ciak nel corso del 2027.
La storia di
The Long Hair in the Attic si apre su
Chiemi, una ragazza sconvolta dopo essere stata improvvisamente lasciata dal fidanzato. Ripensando alla loro relazione, Chiemi ricorda di aver sempre portato i
capelli corti, ma di averli fatti crescere a dismisura solo perché l’ex compagno le aveva confessato di
amare le ragazze dai capelli lunghi.
Decisa a voltare pagina e a recidere ogni legame psicologico con il passato, Chiemi opta per un
taglio drastico. Tuttavia, mentre la sorella
Eri si allontana per cercare un paio di forbici adatte, un
urlo agghiacciante squarcia l’abitazione.
Accorsa immediatamente nella stanza, Eri si trova davanti a uno scenario
raccapricciante: il corpo di Chiemi giace a terra,
brutalmente decapitato, mentre della sua testa — e della sua
lunghissima chioma — non sembra esserci più alcuna traccia.
Le origini del manga e i precedenti adattamenti di The Long Hair in the Attic
Il manga
one‑shot originale ha fatto il suo debutto nel lontano
1988 sulla rivista
Monthly Halloween della casa editrice
Asahi Sonorama. Nel corso degli anni, l’opera è diventata uno dei
pilastri della produzione breve di
Junji Ito, tanto da essere inclusa in celebri antologie internazionali distribuite in Occidente come
Deserter – Junji Ito Collection.
Non si tratta del primo esperimento multimediale per questo specifico racconto: la storia aveva già ispirato un
primo film live‑action giapponese nel 2000, oggi quasi dimenticato, per poi essere riadattata in
formato animato nel 2023 all’interno della serie antologica targata Netflix
Junji Ito Maniac: Japanese Tales of the Macabre.
Questo nuovo progetto, tuttavia, promette di
ridefinire l’immaginario visivo dell’autore grazie a un
budget di rilievo e a una
sinergia produttiva unica tra
Giappone, Thailandia e
Corea del Sud.