Mecha Comic lancia una nuova etichetta manga: HACHA debutta il 5 ottobre con 18 autori

Mecha Comic lancia una nuova etichetta manga: HACHA debutta il 5 ottobre con 18 autori

Sedici opere in preparazione e diciotto autori per la prima tornata di un marchio che nasce dentro un negozio digitale, ma esordisce anche su carta.

In vetrina

16 settembre 2026

Contenuti Articolo
  1. Il nome HACHA e la parola da cui nasce: perché un negozio…
  2. I diciotto autori: da Kusumi Masayuki a Okujima Hiromasa
  3. Le sei serie del debutto: da Rian no Baka al remake coreano…
  4. Il volume di 484 pagine, il podcast e il premio per esordienti
  5. Venti opere entro l'anno fiscale e gli adattamenti in due o tre…
  6. Da Shonen Jump+ a HACHA: come i negozi digitali fondano etichette
Una libreria digitale che apre una redazione dentro di sé: HACHA è l'etichetta manga per shōnen e seinen che Mecha Comic, il negozio digitale giapponese, lancia il 5 ottobre 2026 con diciotto autori e sedici opere in arrivo. Il nome gioca con il «mecha» del negozio e il programma è dichiarato senza mezzi termini: fumetti sconclusionati, che non ripetano i generi già visti. Tra chi ha aderito ci sono Kusumi Masayuki, che ha scritto Kodoku no Gourmet, e Okujima Hiromasa, autore di Baban Baban Ban Vampire.

Informazioni principali

Etichetta:
HACHA, manga per shōnen e seinen
Editore:
Mecha Comic, negozio digitale attivo dal 2006
Debutto:
5 ottobre 2026
Autori:
18, per un totale di 16 opere in preparazione
Volume di presentazione:
484 pagine, 500 yen, dal 28 settembre solo da Sanseidō
Sei serie:
prima tornata di titoli, dal remake coreano di Elpis a Rian no Baka
Podcast:
quattro puntate al mese per chi vuole diventare mangaka, dal 5 ottobre
Obiettivo:
una ventina di opere entro l'anno fiscale, con adattamenti in altri media in due o tre anni

Il nome HACHA e la parola da cui nasce: perché un negozio apre un'etichetta

Il marchio si chiama HACHA perché, unito al «mecha» di Mecha Comic, forma la parola giapponese che indica una cosa fatta a rovescio, senza regola. L'obiettivo dichiarato nel comunicato di presentazione è portare in libreria quello che gli autori hanno di più personale: emozioni, fissazioni, personaggi e mondi che nessuno ha ancora disegnato, invece della ripetizione dei generi che funzionano. Le direzioni previste partono da commedia romantica, cucina, fantascienza, racconto storico, vendetta e dramma umano, e alla presentazione della linea editoriale il caporedattore ha spiegato che negli ultimi anni il catalogo originale del negozio si è rivolto soprattutto a un pubblico femminile e che HACHA serve a rafforzare le storie per ragazzi e giovani adulti: nella lista ci sono opere di genere, fantasy, drammi umani, racconti di malavita e fumetti di cucina. Mecha Comic ha affidato la guida dell'etichetta a un caporedattore affiancato da un comitato editoriale, i cui lavori preparatori sono stati raccontati per mesi sul canale YouTube dell'azienda. logo dell'etichetta manga HACHA di Mecha Comic, in arrivo il 5 ottobre 2026 con diciotto autori. Non è la prima volta che una piattaforma di lettura diventa editore. Mecha Comic vende fumetti in formato digitale dal 2006, dichiara di essere tra i primi servizi giapponesi per numero di utenti e da anni produce opere proprie con il marchio Mecha Comic Original; la società che gestisce il servizio ha preso il nome del negozio il 1º aprile 2026, lasciando quello di Amutus, in un cambio di denominazione annunciato insieme al trasferimento della sede nel quartiere editoriale di Jinbōchō. HACHA aggiunge il tassello mancante, una redazione dedicata a un pubblico più giovane di quello delle storie già in catalogo, e nasce digitale senza rinunciare alla carta: il volume che precede il debutto si compra in libreria, e le letture restano possibili sia a scorrimento verticale sia a pagina.

I diciotto autori: da Kusumi Masayuki a Okujima Hiromasa

Sedici dei diciotto nomi firmano le quattordici opere già raccontate nel volume di presentazione, mentre le altre due serie sono state annunciate durante l'evento di lancio. Il gruppo dei veterani comprende Kusumi Masayuki, che ha scritto Kodoku no Gourmet, e Yamazaki Sayaka, autrice di Siren; con loro arrivano autori come Honda Yūki, che ha firmato Tada Rikon Shitenai Dake, e Ōhashi Hiroyuki, il cui Ongaku è diventato un film d'animazione. Tra i nomi annunciati c'è Okujima Hiromasa, il cui Baban Baban Ban Vampire è arrivato in televisione, e con lui Mori Meguru, che come scrittrice ha creato Gyaru to Kyōryū, e Okakūko, conosciuta per Chichi o Okorasete Itai. Il resto dell'elenco mescola nomi della scena alternativa e autori alla prima esperienza in una collana strutturata, secondo una logica che l'etichetta rivendica come propria: dare a chi disegna un posto dove lavorare con continuità, non soltanto un contenitore per storie già pronte. Shuhei Chiyoda, Light Hand, Masayuki Kusumi, Sayaka Yamazaki e Sanao Makino Le sei serie della prima tornata arrivano da percorsi diversi, dall'adattamento di una sceneggiatura televisiva al ritorno di un autore di culto del fumetto gastronomico: per questo il debutto è stato presentato con un volume che raccoglie primi capitoli, storyboard, disegni preparatori e conversazioni tra autori invece che con un semplice elenco di titoli. L'evento di lancio, ospitato al WALL & WALL di Aoyama, a Tokyo, ha portato sul palco tre degli autori annunciati — Kusumi Masayuki, Yamazaki Sayaka e il disegnatore coreano di Elpis — insieme alla redazione. Yamazaki Sayaka ha raccontato che la sua nuova serie parlerà di appuntamenti a pagamento nel mondo dello spettacolo, mentre il disegnatore di Elpis ha spiegato di aver spostato l'ambientazione in Corea con un adattamento nuovo; Kusumi Masayuki ha detto di volersi lasciare stimolare dagli altri nomi dell'elenco.

Le sei serie del debutto: da Rian no Baka al remake coreano di Elpis

Il primo titolo della tornata è Rian no Baka, scritto da Kusumi Masayuki: racconta di un illustratore cinquantottenne rimasto vedovo, che vive solo a Kichijōji e vede il lavoro diradarsi mentre l'intelligenza artificiale avanza. Nella sua palazzina finisce un ventiduenne che si era chiuso in casa dopo la morte del padre: tra i due nasce un rapporto fatto di pasti e di parole, con trentasei anni di distanza e una perdita da elaborare. Kakumei Zen'ya!, scritto da Mori Meguru e disegnato da Gabuto, si muove invece in una casa condivisa da quattro studentesse universitarie che passano il tempo tra pranzi e discorsi senza senso, mentre il vero scopo è cambiare quella quiete. Chiude il primo gruppo Imasara Suki to ka, Osoi kara. di Irara Momoi, dove una ragazza che convive da sempre con problemi di pelle recita la parte della buffa di turno all'università e, dopo aver ascoltato una conversazione crudele, riceve da un medico un impacco di fango e una massima che ribalta la sua vita: niente vale più della bellezza. Gli altri tre titoli cambiano registro. Mari wa Kanojo ni Naritasō ni Monsutā o Miteiru è una commedia innamorata dei mostri, ambientata in un mondo dove creature e umani convivono: la protagonista ama le bestie, un amico è fan degli esseri non umani, una terza ragazza è una fanatica di kaijū, e i tre finiscono nei guai insieme. Elpis: Shinjitsu, Arui wa Chinmoku affida il fumetto a un autore coreano e allo studio neostory: è il rifacimento della serie televisiva Elpis, sceneggiata da Watanabe Aya, in cui una conduttrice caduta in disgrazia e un giovane regista inseguono la verità su un caso di omicidi coperto dal potere, e uscirà in contemporanea in Giappone e in Corea. Chiude Koishiro Chikyūjin di Honda Yūki: una trentenne appena lasciata si iscrive a un tour per trovare marito, conosce un fumettista incapace di leggere l'aria e finisce con gli altri diciannove partecipanti in un mondo dove sopravvivere conta più che piacersi.

Il volume di 484 pagine, il podcast e il premio per esordienti

[caption id="attachment_123312" align="aligncenter" width="1040"]Premio HACHA Newcomer 2026 Premio HACHA Newcomer 2026[/caption] Il volume che precede il debutto, Shidō Junbigō, arriva il 28 settembre al prezzo di 500 yen: 484 pagine in formato A5, in vendita soltanto nei punti vendita Sanseidō e nel negozio online della catena, con le prenotazioni aperte dal 17 settembre. Dentro ci sono i primi capitoli delle serie in arrivo, gli storyboard e i disegni preparatori dei personaggi, oltre a conversazioni incrociate tra gli autori dell'etichetta e alcune firme ospiti. È la parte più tradizionale di un progetto nato in digitale, e serve anche a far conoscere i nomi meno noti dell'elenco. Il resto del programma guarda a chi vuole diventare mangaka. Dal 5 ottobre arriva un podcast condotto dal membro del comitato editoriale, con quattro puntate al mese e ospiti del settore, pensato come rumore di fondo per chi disegna; la stessa data apre la prima edizione del premio trimestrale dell'etichetta, Hatenkō, aperto a opere fuori dai generi consueti, con la possibilità di arrivare a una serie vera e non soltanto a una pubblicazione isolata. Candidature e dettagli vengono pubblicati sul sito ufficiale dell'etichetta e sugli account ufficiali del marchio.

Venti opere entro l'anno fiscale e gli adattamenti in due o tre anni

Le tempistiche le ha indicate il caporedattore Makino Sanao rispondendo alle domande durante la presentazione: l'obiettivo è far uscire una ventina di opere entro l'anno fiscale e portarle a un adattamento in altri media nel giro di due o tre anni, così che il pubblico arrivi al fumetto passando dal negozio. Sul fronte dei lettori più giovani ha aggiunto che l'amore per i fumetti nasce nell'infanzia e che l'etichetta vuole prendersi il tempo di costruire storie adatte ai bambini, lavorando in prospettiva anche su volumi di carta facili da prendere in mano. Il metodo lo ha spiegato il membro del comitato editoriale Chiyoda Shūhei: un fumetto sconclusionato, ha detto, è quello in cui l'autore mette del suo le emozioni, l'immaginazione e lo stile, ma perché non sembri un'opera senza senso serve tecnica. Il negozio, ha aggiunto, ne ha affinate due in questi anni: osservare le richieste dei lettori e del mercato per costruire fumetti che rispondano, e usare la promozione per farli arrivare a un pubblico largo. La missione della nuova redazione, ha concluso, è lasciare che gli autori disegnino quello che vogliono, trasformarlo in una forma che arrivi davvero e consegnarlo: HACHA è nata per loro e per chi quelle storie le vuole leggere.

Da Shonen Jump+ a HACHA: come i negozi digitali fondano etichette

Il modello non nasce con questo marchio. Le piattaforme di lettura giapponesi sperimentano da anni redazioni interne e collane dedicate, e il fumetto digitale è ormai il canale con cui gli editori lanciano titoli che non entrerebbero in una rivista di carta: ne è un caso recente il manga Satanica di Kuroha su Shonen Jump+, come raccontato sul sito. Anche Kōdansha lavora con una propria divisione digitale, YanMaga Web, dove sono debuttate serie più sperimentali di quelle delle testate storiche del gruppo. Con HACHA il passaggio è però diverso, perché a fondare l'etichetta è un negozio e non una casa editrice: le opere nasceranno dentro il catalogo dove vengono lette e verranno spinte su carta, in fiera e in audio, senza passare da una rivista. Sedici titoli in preparazione, un premio ogni tre mesi e una redazione che si presenta al pubblico con un volume a tiratura limitata: il debutto del 5 ottobre dirà se il pubblico del negozio seguirà anche le storie che il negozio produce.