Dragon Way e il futuro dell'Euromanga: intervista a Elisa Boschetti

Dragon Way e il futuro dell'Euromanga: intervista a Elisa Boschetti

Dietro le quinte dell'Euromanga di Stefano Labbia: abbiamo intervistato la graphic designer Elisa Boschetti.

In vetrina

3 agosto 2026

Il panorama del fumetto europeo si arricchisce di un nuovo, ambizioso progetto: è in arrivo Dragon Way Vol. 1, l'Euromanga firmato dall'autore Stefano Labbia. L’opera non è il solito fumetto d’avventura: Dragon Way si propone come un ponte perfetto tra l’estetica manga e la sensibilità narrativa occidentale, fondendo elementi magici e realtà contemporanea in un mix unico e profondo. Al centro della storia troviamo una narrazione avvincente che esplora temi universali come armonia interiore e resilienza, parlando direttamente a una generazione di lettori senza limiti d’età. In occasione della release ufficiale — che vedrà la serie fare il suo esordio cartaceo sia su Amazon che nelle principali librerie, in doppia lingua italiana e inglese — Hikaru Central News ha ottenuto un'esclusiva assoluta prima della distribuzione del materiale. Per comprendere la complessa alchimia visiva che trasforma un testo in un fumetto d'impatto, abbiamo intervistato la graphic designer Elisa Boschetti, che ha curato insieme alla collega Chiara Poiani, il layout e l'estetica del volume. Tra alternanza di panel, dettagli "antispoiler", la ricerca di una coerenza visiva precisa e il minuzioso adattamento del lettering tra italiano e inglese, Elisa ci racconta come ha guidato il lettore dentro l'universo di Dragon Way.

Intervista esclusiva a Elisa Boschetti: i segreti visivi di Dragon Way

Dragon Way viene descritto come un progetto davvero ambizioso, capace di far convivere la magia con la nostra realtà di tutti i giorni. Ci puoi raccontare com’è strutturato questo primo volume e cosa rende la sua storia così unica nel panorama del fumetto attuale?
La struttura narrativa di DW è volutamente classica: volevamo raccontare una storia che accompagnasse il lettore senza artifici, lasciando spazio ai personaggi e al mondo che li circonda. Ciò che rende DW particolare non è tanto la presenza della magia nella quotidianità, quanto il modo in cui affronta temi attuali attraverso una lente fantastica. Mitologia e dinamiche moderne convivono per esplorare aspetti della psiche umana, come l'accettazione del fallimento e la determinazione a rimediare ai propri errori.
La particolarità di quest’opera è che viene definita un “euromanga”. Ma quando ci si immerge nella lettura, in che modo siete riusciti a far convivere lo stile e la struttura del fumetto giapponese con la sensibilità di quello europeo?
La nostra intenzione non era imitare lo stile giapponese, ma dialogare con quel linguaggio, mantenendo però una sensibilità europea nella scrittura e nei temi affrontati. L'obiettivo era creare qualcosa di riconoscibile, ma con una propria identità.
Molto spesso i lettori si lasciano rapire dalla trama, ma dietro l’immersività di un fumetto c’è un enorme lavoro grafico: dalla scelta dei font all’equilibrio della pagina. Qual è stata la sfida più complessa nel tradurre visivamente questo contrasto tra il mondo reale e gli elementi magici?
La sfida principale è stata mantenere equilibrio e coerenza stilistica. Il lettering, la scelta dei font, la gestione degli spazi e il ritmo della tavola contribuiscono tutti a creare questa atmosfera. Anche l'alternanza di panel con dimensioni e tagli diversi aiuta a sottolineare l'emotività delle scene, così come la scelta di inserire, in alcuni momenti, tavole realizzate con uno stile completamente diverso... ma qui non posso fare spoiler. Sono dettagli che spesso passano inosservati, ma sono fondamentali per guidare il lettore all'interno della storia.
Nel presentare il volume si parla di personaggi capaci di lasciare il segno. Dal punto di vista del design, c’è stato un protagonista o un comprimario che vi ha richiesto più sforzi degli altri per riuscire a trasmettere tutta la sua forza visiva e caratteriale al lettore?
In realtà ogni personaggio ha richiesto un approccio diverso. Dal punto di vista grafico, più che un protagonista in particolare, la difficoltà è stata fare in modo che ciascuno avesse un'identità ben riconoscibile. Il lavoro è stato realizzato con il supporto dell'AI e successivamente rielaborato a mano, ma proprio questo ha reso il processo ancora più impegnativo. La vera sfida è stata mantenere una coerenza costante nell'aspetto dei personaggi e delle ambientazioni lungo tutto il volume. Ogni immagine è stata quindi rifinita e corretta fino a raggiungere il risultato desiderato.
Per il lancio di Dragon Way la scelta della piattaforma è caduta su Amazon. Muoversi in questo tipo di realtà vi ha garantito totale carta bianca a livello creativo o vi ha imposto dei paletti tecnici particolari nella formattazione del layout?
Amazon è semplicemente il canale di distribuzione scelto e non ha influenzato il processo creativo. Dal punto di vista artistico abbiamo avuto piena libertà. Naturalmente ci sono stati alcuni vincoli tecnici legati alla preparazione dei file e agli standard di stampa. Ad esempio, non è stato possibile pubblicare il volume con la lettura all'orientale perché - per ora (?) – la distribuzione avverrà solo sul mercato europeo e la piattaforma di stampa di Amazon, per questo mercato, non prevede questo tipo di impaginazione. Si tratta però di limiti legati alla produzione, non alla libertà creativa.
Questo primo volume debutta contemporaneamente in italiano e in inglese. Gestire l’adattamento dei testi e del lettering per due mercati così diversi ha richiesto accorgimenti grafici particolari o ha cambiato in qualche modo l’impostazione visiva?
Pubblicare contemporaneamente in due lingue ha richiesto molta attenzione. Italiano e inglese hanno lunghezze e ritmi molto diversi, quindi il lettering è stato adattato caso per caso per mantenere equilibrio e leggibilità. L'obiettivo era fare in modo che entrambe le edizioni offrissero la stessa esperienza di lettura, senza che una sembrasse una semplice traduzione dell'altra.
Il libro è finalmente pronto a fare il suo esordio su Amazon e in tutte le librerie. Che effetto fa vedere questo traguardo compiuto e sapere che i lettori avranno finalmente tra le mani il frutto di tutto il vostro lunghissimo lavoro di progettazione?
È una sensazione difficile da descrivere. DW è un progetto che ci accompagna da moooolto tempo e vedere finalmente il volume pubblicato è davvero emozionante. Ma il traguardo più importante non è la pubblicazione in sé: è sapere che da questo momento la storia inizierà davvero il suo percorso attraverso gli occhi dei lettori. C'è sicuramente un po' di curiosità per come verrà accolta e la voglia di scoprire quali emozioni riuscirà a trasmettere al lettore.